Società di economia mista: funzionamento, vantaggi e ruolo nell’economia locale

In Francia, le collettività territoriali dispongono di un leva particolare per intervenire nell’economia locale senza abbandonare il controllo pubblico: la società di economia mista. Questa struttura ibrida, a metà strada tra gestione pubblica e dinamica privata, occupa un posto singolare nel panorama istituzionale.

Secondo il barometro Eplscope 2025 della Federazione degli eletti delle imprese pubbliche locali (FedEpl), si contano al 1° giugno 2025 857 SEM attive sul territorio, integrate in un insieme più ampio di 1.486 imprese pubbliche locali.

Ripartizione del capitale di una SEM: cosa cambia concretamente con la regola del 50-85 %

La SEM è una società per azioni. Il suo funzionamento rientra quindi nel codice di commercio, con consiglio di amministrazione, assemblea generale e revisori dei conti. La particolarità risiede nella composizione del suo capitale: le collettività territoriali o i loro raggruppamenti devono detenere tra il 50 % e l’85 % delle quote.

Questo limite del 50 % garantisce che la collettività mantenga il potere decisionale. Il tetto dell’85 % impone la presenza di almeno un azionista privato, il che distingue la SEM da una società pubblica locale (SPL), detenuta al 100 % da attori pubblici.

Gli azionisti privati possono essere banche, imprese del settore edile, operatori di servizi o camere di commercio. Il loro apporto non si limita al capitale: iniettano competenze tecniche, reti commerciali e una cultura di gestione orientata alla redditività. Per saperne di più sulla società di economia mista, questa dualità pubblico-privato costituisce il fondamento giuridico da padroneggiare prima di qualsiasi analisi operativa.

La legge n° 83-597 del 7 luglio 1983 ha posto il quadro fondante. Diversi testi l’hanno poi adeguato, in particolare la legge del 2 gennaio 2002 che ha modernizzato lo statuto delle SEML. Questo statuto è codificato negli articoli L.1521-1 a L.1525-3 del CGCT. Una SEM deve contare almeno sette soci.

Direttore di progetto di una SEM che ispeziona un cantiere di costruzione urbana in partenariato pubblico-privato

Campi di intervento delle SEM nell’urbanistica e nei servizi pubblici

Oggetto sociale di una SEM copre uno spettro ampio, ma sempre ancorato all’interesse generale locale. I settori storici rimangono l’urbanistica, la costruzione di alloggi sociali e la gestione di servizi pubblici (acqua, trasporti, parcheggi, attrezzature culturali o sportive).

Dal 2000, il legislatore ha ampliato questo perimetro. Le SEM possono ora intervenire in:

  • Gestione di reti di calore o impianti di energia rinnovabile, un settore in forte crescita nelle politiche climatiche locali.
  • Gestione del patrimonio immobiliare e operazioni di rinnovamento urbano, dove svolgono un ruolo di gestione delegata per conto delle collettività.
  • Sviluppo digitale territoriale, in particolare il dispiegamento di reti in fibra ottica nelle zone poco densamente popolate.

Questa diversificazione risponde a un bisogno concreto: le collettività affrontano progetti sempre più complessi dal punto di vista tecnico e finanziario. La SEM offre un quadro giuridico che consente di mobilitare investimenti privati senza passare attraverso una delega di servizio pubblico classica.

Peso economico delle imprese pubbliche locali: i dati del barometro Eplscope 2025

Il dibattito sull’utilità delle SEM guadagna in chiarezza quando si guardano i numeri aggregati. L’insieme delle imprese pubbliche locali (SEM, SPL, SEMOP) rappresenta nel 2024 un fatturato cumulato di 19,49 miliardi di euro e impiega 66.282 persone direttamente.

Le 857 SEM non operano in isolamento. Controllano 610 filiali e detengono 911 partecipazioni minoritarie, portando l’ecosistema a oltre 3.000 società sotto controllo pubblico locale. Il valore aggiunto totale, diretto e indotto, raggiunge 25,7 miliardi di euro, con un’impronta socio-economica stimata in 257.000 posti di lavoro.

Questi dati, provenienti dal barometro Eplscope 2025 pubblicato dalla FedEpl e riportati dall’Istituto Terram, mostrano che le SEM non sono strutture marginali. Costituiscono una rete densa, particolarmente attiva nell’urbanistica e nell’edilizia.

Cosa rivelano i capitali propri

Con 37,2 miliardi di euro di capitali propri cumulati, le EPL dispongono di una base finanziaria che consente loro di raccogliere debito e cofinanziare operazioni pesanti. Questa capacità di investimento è un argomento centrale per gli eletti locali che scelgono la SEM piuttosto che la gestione diretta o la concessione.

Responsabile finanziaria di una società di economia mista che analizza rapporti di bilancio in un ufficio amministrativo municipale

Limiti e punti di attenzione per le collettività azioniste

La SEM non è uno strumento privo di rischi. La responsabilità finanziaria delle collettività azioniste è limitata ai loro apporti, conformemente al diritto delle società per azioni.

I contributi finanziari (anticipi, sovvenzioni, garanzie di prestito) che le collettività concedono alle loro SEM possono tuttavia comportare somme ben superiori al capitale sottoscritto.

Il controllo esercitato dalla collettività, sebbene maggioritario, rimane quello di un azionista. Non si tratta di un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, il che distingue la SEM dalla SPL in materia di diritto della concorrenza. Una SEM non beneficia della relazione « in house »: deve essere messa in concorrenza per ottenere appalti pubblici o concessioni, salvo eccezioni regolate.

I riscontri sul campo divergono sulla reale capacità degli eletti di influenzare la governance quotidiana. Il consiglio di amministrazione rimane l’organo decisionale, e la presenza di azionisti privati può creare tensioni sull’arbitraggio tra redditività e missione di servizio pubblico.

  • Il revisore dei conti e il rappresentante della collettività nel consiglio di amministrazione sono i due principali punti di controllo.
  • La Camera regionale dei conti può auditare una SEM ai fini del controllo degli organismi beneficiari di contributi finanziari pubblici.
  • I rapporti di attività annuali devono essere comunicati alle assemblee deliberanti delle collettività azioniste.

Il quadro legale impone quindi una trasparenza formale, ma l’efficacia del controllo dipende in larga misura dalla volontà politica e dai mezzi tecnici mobilitati dalla collettività per seguire le proprie partecipazioni.

La SEM rimane uno strumento di intervento economico locale la cui pertinenza si misura progetto per progetto. La sua forza risiede nell’ibridazione pubblico-privato. La sua fragilità anche: l’equilibrio tra interesse generale e logica azionaria richiede una governance attiva, non solo statutaria.

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